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È invalidante, visto che condiziona tutta la vita. È epidemico, perché ne soffre un numero sempre maggiore di persone. Ed è uno dei disturbi psicologici più difficili da affrontare.
Stiamo parlando del DAP (Disturbo da attacchi di panico).
Dalla floriterapia può arrivare un valido aiuto, soprattutto quando il disturbo viene preso all’inizio: una sensazione di ansia crescente quando ci si trova in mezzo al traffico, o quando ci si vede immettere su una strada trafficata.
Nausea e giramenti di testa quando si entra in ufficio. A volte anche degli attacchi inprovvisi di colite possono essere la spia che indica che dentro di noi qualche cosa sta cedendo. Certo disturbi così fanno pensare a una serie di altre possibili patologie, o squilibri.
Capire che ci trova davanti a un disturbo da attacchi di panico non è sempre facile. Ma si può cominciare a sperimentare l’utilizzo a volte miracoloso del Rescue Remedy: se la nausea o la colite passano con il suo utilizzo, probabilmente vuol dire che l’origine è psicosamatica.
Il Rescue Remedy è il miglior alleato quando l’attacco di panico si presenta: 4 gocce ogni 10 minuti finchè non è tutto passato.
Ma sappiamo che il Rescue è un rimedio di emergenza e non di terreno. E sappiamo anche che chi ha avuto un attacco di panico vive nel terrore che l’attacco si ripresenti, e questa non è una tematica da Rescue ma che deve essere affrontata da altri fiori di Bach.
Per definizione l’attacco di panico è la perdita di controllo in assoluto: il cuore si mette a battere all’impazzata, la mente non è più lucida, si ha difficoltà a respirare e la sensazione di non inalare aria a sufficienza, si ha paura di impazzire o di morire…
Io credo che una cura di terreno per chi soffre attacchi di panico debba durare almeno sei mesi, e integrare Fiori di Bach, Fiori Indiani e a volte anche complementi alimentari.
Una dieta squilibrata, un accumulo di metalli tossici, una grave disbiosi intestinale possono concorrere alla manifestazione degli attacchi di panico stessi.
Anche perché vogliamo stupirci che gli attacchi di panico sono così in aumento?
Se guardiamo la situazione sociale sembra abbastanza ovvio che le persone martellate dai problemi e dalla crisi economica, sovrastimolate da computer, cellulari, blackberry, notizie imposte dai televisori dei metrò, degli areoporti, dei ristoranti e delle pizzerie, vadano ad un certo punto in tilt.
Non è strano avere un attacco di panico, è strano non avercelo.
Per questo bisogna proteggersi molto e in questo caso sono portentosi i Fiori Californiani e anche alcuni estratti di gemme (gem elixir).
Ancora bisogna evitare il sovraffaticamento mentale e se si può l’eccessivo accumulo di responsabilità.
Da molti psichiatri il DAP viene considerato un aspetto della depressione e infatti nella medicina ufficiale gli attacchi di panico spesso vengono curati con gli antidepressivi.
A volte i risultati sono egregi ma altre volte non funziona.
Potrebbe essere perché la depressione è la conseguenza e non la causa degli attacchi di panico?
In floriterapia, quando c’è una sindrome depressiva con attacchi di panico, si possono usare usano i Fiori di Bach sia per la depressione anaclitica (senza causa apparente) o per quella reattiva (successiva a un evento o a una serie di eventi che ci fanno crollare psicologicamente).
Ma solo un colloquio ben approfondito o la sensibilità del naturopata possono evidenziare una depressione dovuta a rabbia trattenuta, che si rivolta contro noi stessi.
Lo sapeva bene Lowen, uno dei padri della bioenergetica, che metteva i pazienti depressi a picchiare contro un cuscino, a battere con una mazza o una racchetta contro il materasso, o a sdraiarsi su un letto e dare calci e pugni fino allo sfinimento.
Ancora oggi sono tecniche validissime per la cura della depressione, e testimoniano che dietro l’apparente mancanza di energia c’è in realtà un “buco nero” di energia che collassa su se stessa
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