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La floriterapia sembra nuova ma in realtà è vecchissima.
Questo è almeno quello che sostiene l'americano Gurudas nel suo bellissimo libro "Flower essences and Vibrational Healing" (Essenze floreali e Guarigione vibrazionale).
Nel suo libro, purtroppo mai tradotto in italiano, Gurudas ha sistematizzato le informazioni canalizzate da Kevin Ryerson, un famoso sensitivo americano che sostiene avere pieno accesso a tutte le informazioni e le conoscenze di Atlantide e Lemuria.
Lemuria e Atlantide sarebbero due antichissime (e progreditissime) civiltà scomparse sulle quali hanno molto indagato anche Rudolf Steiner e Gustav Jung. Secondo Ryerson e alcuni altri sensitivi, tutte le conoscenze di Atlantide e Lemuria sarabbero state occultate finché l'umanità non fosse pronta a riceverle.
E adesso starebbero venendo fuori pian piano: l'utilizzo dei cristalli, la consapevolezza del potere della mente, e alcune grandi scoperte della scienza, come per esempio il raggio laser, non sarebbero altro che memorie di conoscenze Atlantidee e Lumuriane
E così anche l'utilizzo sempre più allargato della floriterapia.
Già i Lemuri, quindi utilizzavano le essenze floeali, che venivano usate soprattutto "per la crescita spirituale e per la rigenerazione dei tessuti".
Sarebbe stato ai tempi di Atlantide che la terapia con le essenze floreali si è allargata alla cura di nevrosi, malattie mentali, e gravi malattie fisiche.
Questo perché proprio ai tempi questa antichissima civiltà scomparsa questi disturbi erano stati "creati" dall'uomo a causa della sua progressiva separazione dal divino.
La storia di Atlantide, vera o simbolica che sia, riproduce in maniera scioccante quello che sta avvenendo oggi nella nostra società: una civiltà tecnologicamente estremamete avanzata, ma dove la scienza perde di cuore per trasformarsi gradualmente in potere. Il che porta fatalmente all'autodistruzione.
Come mai è stato affidato proprio ai fiori il compito di far evolvere e trasformare la coscienza dell'uomo?
Rudolf Steiner ne dà una spiegazione in apparenza solo poetica, ma in realtà anche molto simbolica: "Quando vediamo una pianta in un campo, una pianta che da seme diventa corolla, dobbiamo vividamente immaginare che il fiore è in attesa di qualcosa... Quando sboccia un fiore dice a se stesso: 'gli uomini passeranno da qui e mi guarderanno. E quando un numero sufficiente di uomini mi avrà contemplato, sarà liberato dall'incantesimo: mi sarà permesso di iniziare la mia strada nel mondo spirituale...' Il decreto che l'incantesimo per un particolare fiore sarà rotto è stato messo il giorno in cui un uomo guardò un fiore per la prima volta. Gli spiriti delle piante non fanno altro che implorarci: lascia che il tuo cuore entri nell'anima dei fiori, perché è così che si romperà l'incantesimo".
Il destino dei fiori ricorda quindi curiosamente quello degli angeli: per ambedue aiutare gli esseri umani è un compito evolutivo.
Simbolicamente il fiore rappresenta anche qualcos'altro: il cammino che dobbiamo compiere verso l'amore incondizionato.
Un fiore infatti sboccia per tutti, non dice "quello mi sta antipatico, per lui non fiorisco" e nemmeno "Che cosa ci ricavo io, a fiorire cos^, senza ricevere nulla in cambio?".
I fiori, tutti i fiori, incarnano la gioia dell'essere, semplicemente, nel qui ed ora.
Tutti i Maestri dicono che la risoluzione ultima di tutti i nostri problemi è imparare ad aprire il cuore, ad amare senza riserve, paghi non del risultato del nostro amore, ma nel semplice fatto che l'amore scorre attraverso di noi, e scorrendo, ci benedice.
Al di là di questo messaggio spirituale profondo, comunicato da ogni fiore, c'è poi un messaggio specifico, che varia da fiore a fiore.
Non è possibile, in questa sede, elencare il valore terepeutico-vibrazionale di ogni fiore: ormai ci vorrebbe un'enciclopedia!
Diciamo il linea generale che, poiché l'evoluzione spirituale passa attraverso il riequilibrio dei vari chakra, differenti fiori aggiscono su chakra differenti.
Per esempio i fiori del deserto, i cactus, i fiori che fanno una grande fatica per poter sbocciare e sopravvivere sono legati ovviamente al primo chakra, al radicamento, alla sopravvivenza, e quindi a problemi mentali quali l'insicurezza e la paura.
I fiori coloratissimi e lussureggianti, che ci ricondano qual è la loro fuzione sul piano fisico (essere cioè l'apparato riproduttivo della pianta) lavorano ovviamente sul secondo chakra, e quindi sulla sessualità.
I fiori che crescono a spese di qualcun altro, per esempio Heather, il fiore di Bach che dove attecchisce acidifica il suolo rendendo quindi impossibile la vita ad altre piante, influiscono ovviamente sul terzo chakra, e quindi sul senso del potere.
Sul chakra del cuore lavorano benissimo le rose: le essenze prodotte da Peralandra, un centro di ricerca di floriterapia in Virginia (Usa) utilizzano otto differenti rose per lavorare su altrettanti differenti blocchi del cuore.
Tutti i fiori che hanno un ampio numero di petali che si irradia da un piccolo centro lavorano sulla comunicazione e quindi sul chakra della gola.
Infine alcuni fiori specifici, considerati altamente spirituali, aiutano l'apertura del sesto chakra: sono in particolare quelli prodotti sull'Himalaya e in altri luoghi del pianeta dove la vibrazione è particolarmente alta.
E qual è il fiore che lavora sul chakra della corona?
Occorre dirlo?
Il fiore del loto, naturalmente.
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